I PARTITI E I SINDACATI VIVONO NON DI PANE PROPRIO MA GRAZIE A MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI PUBBLICI. QUESTI SOLDI VENGONO GESTITI SENZA REGOLE E SENZA TRASPARENZA.. LA PETIZIONE CHE HO LANCIATO PREVEDE INVECE UN CODICE ETICO CON NUOVE REGOLE..

I PARTITI E I SINDACATI VIVONO NON DI PANE PROPRIO MA GRAZIE A MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI PUBBLICI. QUESTI SOLDI VENGONO GESTITI SENZA REGOLE E SENZA TRASPARENZA.. LA PETIZIONE CHE HO LANCIATO PREVEDE INVECE UN CODICE ETICO CON NUOVE REGOLE..

VEDI IL VIDEO: I PRIVILEGI DEI SINDACATI

 

CARO AMICO/A

  

Ho lanciato una petizione che riguarda i partiti e i sindacati.  La petizione prevede di
inserire nei statuti dei medesimi un codice etico con regole di trasparenza certe.
 
Questa  semplice petizione la ritengo importante per far conoscere alla
pubblica opinione l’attuale status quo e nel contempo sensibilizzare la
medesima che se si vuole veramente si può cambiare per arrivare
all’interesse collettivo. Alla fine vuole essere anche e soprattutto  un
invito ai partiti e ai sindacati per ritornare a lavorare nella legalità, nella
democrazia, nella trasparenza  senza privilegi di casta  usando i
contributi pubblici correttamente.
 
BASTA
DARE  CONTRIBUTI PUBBLICI SENZA CONTROLLI E TRASPARENZA..
CON I NOSTRI SOLDI , LORO,  
SONO DIVENTATI RICCHI ..
  1. FIRMIAMO LA PETIZIONE ONLINE INDIRIZZATA AL PARLAMENTO PER DARE DIGNITA', ONESTA' E LEGALITA' AI PARTITI E AI SINDACATI

    PER LEGGERE LA PETIZIONE DIGITA QUI:FIRMIAMO LA 

    PETIZIONE ONLINE INDIRIZZATA AL PARLAMENTO PER DARE 

    DIGNITA’, ONESTA’ E LEGALITA’ AI PARTITI E AI SINDACATI.



     

    TUTTI i deputati che – solo un anno fa – hanno firmato la proposta di legge per

     RADDOPPIARE Il finanziamento ai partiti:

     

    SPOSETTI Ugo; ALBONETTI Gabriele; BARBARESCHI Luca Giorgio; BOCCIA Francesco; BRANDOLINI Sandro; BRUGGER Siegfried; CAPODICASA Angelo; CECCUZZI Franco; COLANINNO Matteo; CUPERLO Giovanni; D’ANNA Vincenzo; ESPOSITO Stefano; FADDA Paolo; FARINA Gianni; FLUVI Alberto; FONTANELLI Paolo; GARAVINI Laura; GATTI Maria Grazia; GIACOMELLI Antonello; GNECCHI Marialuisa; GRAZIANO Stefano; LENZI Donata; LOLLI Giovanni; LOSACCO Alberto; LOVELLI Mario; LUONGO Antonio; MADIA Maria Anna; MARCHIGNOLI Massimo; MARINELLO Giuseppe Francesco Maria; MARINI Cesare; MERLO Giorgio; MIGLIOLI Ivano; MURER Delia; OLIVERIO Nicodemo Nazzareno; PAGANO Alessandro; PEZZOTTA Savino; PIZZETTI Luciano di Cremona prima onorevole ora eletto senatore sul quotidiano locale La Provincia si è dichiarato contro i costi dei partiti.. obiettivo c’entrato..; PORTA Fabio; QUARTIANI Erminio Angelo; RAMPI Elisabetta; RUGGHIA Antonio; SANI Luca; SCHIRRU Amalia; SERVODIO Giuseppina; TIDEI Pietro; TRAPPOLINO Carlo Emanuele; TULLO Mario; VACCARO Guglielmo; VELLA Paolo; VELO Silvia; VIGNALI Raffaello; ZELLER Karl; ZUNINO Massimo

     

     

     



    LA CONOSCENZA E’ IMPORTANTE


    Per saperne di più poi entrare anche nei miei blog sociali senza scopo di lucro 

    e ti invito a visionare i vari video che qui sotto riverso.

    Grazie.

    Gabriele Cervi

    (Blogger senza scopo di lucro)


    DIGITA IL MIO PRIMO BLOG QUI SOTTO:
    http://cgilcislulpetizione.myblog.it/

    DIGITA IL MIO SECONDO BLOG QUI SOTTO:
    http://riformiamoipartitieisindacati.myblog.it/

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    DIGITA IL MIO QUARTO BLOG QUI SOTTO:
    http://petizione.myblog.it/
    BUONA LETTURA.. NELLA SPERANZA CHE SI POSSANO FORMARE NUOVE COSCIENZE. GRAZIE.


    INVITIAMO I SINDACATI: CGIL, CISL E UIL A COSTITUIRE UN FONDO DI SOLIDARIETA’ PER AIUTARE GLI ESODAT
    www.change.org
    INVITIAMO I SINDACATI: CGIL, CISL E UIL A COSTITUIRE UN FONDO DI SOLIDARIETA’ PER AIUTARE GLI ESODATI, I CASSAINTEGRATI E’ IMPORTANTE PERCHE’ I…

    INVITIAMO I SINDACATI: CGIL, CISL E UIL A COSTITUIRE UN FONDO DI SOLIDARIETA’ PER AIUTARE GLI ESODAT
    www.change.org
    INVITIAMO I SINDACATI: CGIL, CISL E UIL A COSTITUIRE UN FONDO DI SOLIDARIETA’ PER AIUTARE GLI ESODATI,

      

    Quando i Democratici volevano raddoppiare i

     soldi pubblici ai partiti

    L’anno scorso il pd Ugo Sposetti, ex cassiere dei Ds, ha presentato una proposta di legge per finanziare anche le fondazioni dei partiti raddoppiando così i rimborsi

     

    Adesso è un assalto bipartisan. Adesso è un accorato grido contro i riborsi elettoraliche gonfiano le tasche ai partiti.

     
     

    Adesso è una corsa a sforbiciare la pioggia di soldi che ogni anno finiscono nelle tasche dei tesorieri. Ma un anno fa? Nel 2011, quando i casi Belsito e Lusi erano ancora lontani dai riflettori dei media, in parlamento si brigava per raddoppiare i gettiti sonanti per oliare gli ingranaggi dei partiti. E a organizzare la leva finanziaria ci pensava proprio quelPartito democratico che oggi accusa la Lega Nord, depreca l’andazzo capitolino e chiede immediate riforme.

    È tutta una farsa. Il vice presidente del Senato Vannino Chiti si sbraccia per chiedere regole di “trasparenza” nel finanziamento pubblico ai partiti e anche la riduzione dei rimborsi. Il pd Pierluigi Castagnetti fa eco spiegando che i rimborsi elettorali ai partiti“vanno dimezzati perché non si può non tenere conto del momento di sacrifici che coinvolgono tutti gli italiani e del clima di estraneità alla politica che sta dilagando”. A trarre le somme è il leader pd PierLuigi Bersani che auspica di ridurre “drasticamente” le quote dei rimborsi elettorali prevedendo che “lo Stato provveda solo a garanzia delle risorse base per la sopravvivenza dei partiti”. Ma nel 2011 turava tutt’altra aria. A spulciare la prova della grande farsa democratica ci ha pensato Daw Blog raccontando come, in tempi non sospetti, la commissione Affari costituzionali a Montecitorio abbia discusso un progetto di legge per raddoppiare il finanziamento ai partito. Giusto, giusto un anno fa. Il primo firmatario del progetto di legge? Il democratico Ugo Sposetti, appunto.

    Come fa notare Daw Blog, il progetta di legge presentata dall’ex tesoriere dei Ds ha subito fatto gola a tutti. Tanto che sono state apposte firme bipartisan. Dal Pd al Pdl, dai centristi dell’Udc ai dipietristi. Tutti d’accordo a raddoppiare i rimborsi finanziando anche le fondazioni dei partiti. Non appena gli scandali hanno iniziato a moltiplicarsi e i deputati si sono accorto della “crescente attenzione dell’opinione pubblica”, ecco che è stata invertita la rotta

    1.   VIDEO : A COSA SERVE IL SINDACATO 1 PARTE

     

    VIDEO: A COSA SERVE IL SINDACATO 2 PARTE

     

     

      VEDI IL VIDEO QUI SOTTO : GLI SCANDALI E LE RUBERIE DELLO

     IAL CISL SCUOLE PROFESSIONALI  ACCREDITATE CON LE REGIONI

     

    I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011


    LA TRIPLICE FURBATA

    Così i sindacati barano: 200mila iscritti 

    finti

    Lo scandalo di Cgil, Cisl e Uil: parlano di un milione e mezzo 

    di tessere tra gli statali, ma i numeri certificati dall’agenzia

     pubblica sono nettamente inferiori

    Ecco come i sindacati barano:
ci sono 200mila iscritti per finta

    Angeletti, Camusso, Bonanni

     di Tobia De Stefano

    AAA cercasi 200 mila tessere sindacali «fantasma» che si sono smarrite nel breve percorso che porta dalle centralissime sedi romane degli statali di Cgil, Cisl e Uil fino al palazzo di via del Corso dell’Aran, l’agenzia che contratta con le confederazioni per il solo settore pubblico. Cos’è successo? Semplice, da circa tre lustri a questa parte l’ente della Pa misura la rappresentatività di tutte le sigle nei ministeri, nelle agenzie fiscali, nelle Regioni, nella scuola ecc. Come fa? Prende le deleghe del lavoratore (quelle che autorizzano le pubbliche amministrazioni alle trattenute in busta paga) e le incrocia con i voti raccolti nelle elezioni periodiche delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie): dal rapporto ne viene fuori l’indice di rappresentatività che dà il peso effettivo di ciascun sindacato e consente di attribuire i distacchi. L’ultimo rilevamento, quello di novembre 2012, non è andato granché bene. Nel senso che per la prima volta le deleghe (quindi gli iscritti) alla funzione pubblica sono diminuite. Qualche esempio: nel comparto “Sanità” calano tutti. La Cgil ci rimette  un 10% secco (da 82.650 a 74.270), la Cisl fa ancora peggio (da 81.511 a 71.566) e la Uil tira un sospiro di sollievo: da 48.206 a 46.915, la flessione è inferiore al 3%. I motivi sono diversi: sicuramente hanno influito il blocco del turn over, la mancata stabilizzazione dei precari e la forte politica di prepensionamenti, ma fin qui tutto rientra nella norma. Il mistero è un altro. Se si confrontano i numeri dell’Aran con quelli dei sindacati di categoria, infatti, i conti non tornano. 

    Prendiamo il caso della Cgil. Secondo l’agenzia statale le deleghe dei lavoratori del settore pubblico a trattenere dalla busta paga la quota a favore di Camusso e compagni sono 186 mila 382 contro i 411.924 iscritti del comparto (dati 2011) messi nero su bianco dal sindacato. E lo stesso discorso vale per la scuola, l’università, la ricerca, l’alta formazione artistica e musicale (Afam) e il personale non dirigente di altri enti (tra questi c’è il Cnel): 138.375 dice l’Aran e 201.918 scrive la Cgil Flc. Insomma all’appello mancherebbero circa 290 mila tessere.   

    Altri numeri, questa volta in casa Cisl. Per l’ente pubblico le deleghe degli statali di Bonanni sono meno di 173 mila (basta sommare i vari comparti fatta eccezione per scuola e università), mentre le recentissime rilevazioni della confederazione di via Po sugli iscritti 2012 parlano di 325 mila 666 tesserati (e comunque i dati del 2011 non divergono di molto). E su scuola e università che abbiamo scorporato sopra? Cambia poco. Per l’Aran le deleghe sono rispettivamente a quota 154.212 mila e 7.083, per la Cisl invece le tessere si attesterebbero a 227.885 mila e 9.358. Calcolatrice alla mano ballano quasi 230 mila iscritti. 

    Non fa eccezione la Uil. In via Lucullo ci dicono (dati ufficiali sugli iscritti 2011) che sommando tutte le voci della pubblica amministrazione (sanità ed enti locali, lavoratori degli organi costituzionali, scuola ed Fp) raggiungiamo quota 339.551 tessere. Eppure l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni certifica intorno alle 187 mila deleghe (187.120) a favore di Angeletti & C. Circa 152 mila in meno.

    Insomma c’è qualcosa che non quadra se rispetto ai numeri di Cgil, Cisl e Uil mancano 670 mila iscritti. Evidentemente l’Aran non conteggia alcune categorie che invece sono ricomprese nei dati ufficiali di Camusso, Bonanni e Angeletti. Ecco la spiegazione della stessa agenzia.  La premessa: «Questi dati- sottolinea un funzionario – sono certificati dal comitato paritetico (ndr riunioni del 20 settembre 2012 e del 29 ottobre 2012) composto anche dai rappresentanti delle confederazioni dei sindacati». In soldoni: sono stati validati anche da Cgil, Cisl e Uil. La ciccia: «Nella nostra  fotografia sullo stato dell’arte (al 31 dicembre del 2011) – continua un dirigente – non sono ricompresi i lavoratori che hanno un contratto a tempo determinato, alcune categorie assimilabili al pubblico impiego, ma con rapporto di lavoro privatizzato, come la sanità privata o i vigili del fuoco e alcuni enti delle Regioni a statuto speciale che hanno un contratto diverso rispetto a quello dell’Aran nazionale. Per esempio? Tutti gli enti locali di Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, mentre per la Sardegna e la Sicilia bisogna scorporare solo gli enti regionali, quindi, per capirci, i Comuni sono inclusi». E sostanzialmente la stessa cosa ce la dicono Cisl e Uil. Sintetizza Giovanni Faverin, segretario generale della Funzione pubblica  della Cisl: «Nei dati dell’agenzia non sono ricompresi i dirigenti che non hanno votato (ma non c’entra con le iscrizioni ndr), i precari, una parte dei dipendenti delle regioni a statuto speciale e quella fetta abbastanza consistente dei nostri iscritti che si sono spostati nella sanità privata, nel terzo settore e nelle municipalizzate». Mentre Alfredo Garzi, responsabile per l’organizzazione della funzione pubblica della Cgil precisa: «Noi organizziamo anche i lavoratori della sanità privata, dell’igiene ambientale e delle cooperative private che non sono calcolati dall’Aran. E si tratta di una fetta rilevante delle tessere rispetto al totale della funzione pubblica. Poi ci sono i settori che prima erano pubblici e che in seguito sono stati privatizzati (per esempio i lavoratori ex Ipab) e i pubblici non contrattualizzati (vigili del fuoco, polizia penitenziaria ecc.)». Numeri ufficiali? Insomma, quanti sono gli iscritti tra i vigili del fuoco? E tra i contratti a termine e i dipendenti delle autonomie locali? È possibile che la differenza tra i dati Aran e quelli sindacali stia tutta in queste categorie? È chiedere troppo, le cifre non le dà nessuno. 

    E allora i calcoli proviamo a farli noi. Punto uno: i precari. La Ragioneria dello Stato ci dice che nel 2011 il totale dei lavoratori flessibili (tempo determinato, formazione lavoro, interinali e lavori socialmente utili) della pubblica amministrazione dava 251.106. Se a questi togliamo i 130 mila e passa della scuola, che almeno per gli incarichi annuali sono conteggiati dall’Aran, arriviamo a 120 mila unità. Punto due: secondo le ultime rilevazioni della stessa Ragioneria dello Stato i dipendenti a tempo indeterminato delle Regioni a Statuto Speciale sono 93.928. Punto tre: per l’Aiop (l’associazione italiana ospedalità privata) la sanità privata (che è di gran lunga la categoria, tra quelle assimilabili al pubblico impiego ma con rapporto di lavoro privatizzato, più corposa) impegna complessivamente circa 130.000 unità, pari a un 25% rispetto al personale impegnato nella sanità pubblica. Punto quattro: sommando vigili del fuoco (32 mila), polizia penitenziaria (40 mila) e addetti dell’igiene ambientale (42 mila), a stento si superano le 110 mila unità (dati Ragioneria generale dello Stato e Federambiente). 

    Morale della favola: anche volendo dire che tutti i precari, i lavoratori delle regioni a Statuto speciale e della sanità privata, i vigili, i poliziotti  e gli addetti all’igiene ambientale sono iscritti ai tre principali sindacati italiani i conti non tornano. Ma la cosa è palesemente inverosimile (da fonti non ufficiali tra la stessa sanità, le cooperative e il terzo settore gli iscritti alla Cgil non supererebbero le 50 mila unità, quelli della Cisl quota 20 mila e alla Uil le 15 mila). E anche volendo considerare non completamente omogenei i dati dell’Aran rispetto a quelli dei sindacati ci sono almeno 200 mila tessere che non si riesce a capire bene da chi siano state firmate. Certo, se fosse possibile fare un controllo sugli iscritti dichiarati da Cgil, Cisl e Uil sarebbe tutto più semplice e trasparente. Ma questa è un’altra storia.

     

    E’ IMPORTANTE PERCHE’ I SINDACATI CON QUESTO GESTO FINALMENTE RITORNEREBBERO

     A OPERARE PER LA GENTE, PER LA COLLETTIVITA’, PER TUTTI I LAVORATORI.

     

    Cari amici online, la sindacalista Camusso ha detto che serviranno 2,7 miliardi per coprire la cassa integrazione del paese. Allora perché non lanciamo un appello a questi prodi sindacalisti , diventati nel frattempo casta in questi anni grazie ai contributi pubblici rivevuti.. I soldi si possono trovare se i medesimi lasciando da parte i propri interessi, e se per una volta troveranno il coraggio di devolvere il loro capitale facendo un fondo di solidarietà a favore dei cassa integrati. Sappiamo tutti che i sindacati e i partiti grazie ai numerosi contributi pubblici a fondo perduto hanno accumulato in questi anni un patrimonio miliardario .. fatto di immobili, interessi ecc. Noi siamo stanchi delle loro solite frasi fatte e siamo stanchi che debbano sempre scippare i soldi dalle tasche della povera gente. Noi abbiamo già dato… ora tocca agli intoccabili dare buon esempio.. se sono diventati così economicamente potenti non è certamente per loro merito.. ma è solo grazie ai contributi pubblici…contributi tra l’altro inseriti in bilanci non pubblici e pertanto non trasparenti.. Siamo arrivati ormai al limite .. siamo stanchi di vedere le solite facce.. di oligarchi sindacali che fanno solo i propri interessi…loro stessi sono diventati dei potenti datori di lavoro…. La maggior parte della gente per colpa di questa disgraziata crisi ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco…………facendo sacrifici su sacrifici ma questo non basta…… ora tocca a voi leader del sindacato…. voi che siete una parte istituzionale importante.. ma che a tutt’oggi avete dato solo cattivo esempio.. Alzate la testa e abbiate uno scatto di dignità… Se amate il vostro paese che tanto vi ha dato….. donate il vostro capitale e cercate per il futuro di mettervi in regola.. perché a tutt’oggi coperti dalle vostre inique leggi state operando fuori dalla legge…

    Gabriele Cervi

    (Blogger senza scopo di lucro)

     

 

14:46 | L

I PARTITI E I SINDACATI VIVONO NON DI PANE PROPRIO MA GRAZIE A MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI PUBBLICI. QUESTI SOLDI VENGONO GESTITI SENZA REGOLE E SENZA TRASPARENZA.. LA PETIZIONE CHE HO LANCIATO PREVEDE INVECE UN CODICE ETICO CON NUOVE REGOLE..ultima modifica: 2013-05-02T08:29:54+00:00da mobbing21
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